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Herbarium 2016

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116 erbe in Cartizze

Quando abbiamo iniziato a raccogliere le erbe in Cartizze
ho subito pensato che questo libro dovesse essere stampato.
Le immagini non possono restituire per intero la bellezza, la pace e la forza di questo luogo,
ma forse faranno nascere in qualcuno il desiderio di visitare le nostre colline, impervie e dolci.
Di certo parleranno, a chi vorrà sentire.
Chi ascolterà la loro storia, capirà quanto tutti possiamo imparare dalla natura
in ogni sua espressione, anche da un piccolo fiore che affonda le sue radici nella terra
come una preghiera, e che si innalza verso il cielo alla ricerca della luce.
Isabella Bisol

Herbarium 2016
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Veronica chamaedrys
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Vicia sativa
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Ho sempre amato il Cartizze.
Non c’è un perché.
Quassù in alto, tanti anni fa, sono arrivato per caso.
Da allora torno ogni volta che posso. Qui sto bene.
Arrivo, faccio pochi passi. Mi siedo sulle grandi rocce che affiorano con forza. Raccontano l’ostile, impervia
bellezza di questi luoghi e dicono di quando la vita, qui, era dura e incerta.
Poi guardo giù, sotto di me, e la ritmica magia dei crinali
e delle valli, che si alzano e si abbassano come le onde di un mare immobile, vince su tutto.
Ogni cosa, per un istante, resta sospesa.
Quassù ci sono arrivato per caso. O forse no.
Io non sono nato qui. Nessuno mi ha insegnato la strada.
“A mi non me a insegnà mai gnent nisun”.
Così mi ha detto mio padre tanti anni fa. E così, forse, deve essere per le poche cose che uno sa davvero
nel profondo di sé. Le devi fare tue, lavorando. Le devi guadagnare, conquistare, e poi difendere.
Così hanno fatto coloro che qui sono stati prima di noi, lavorando e difendendo ogni metro di terra.
Per lasciarci il Cartizze.
Paolo Bisol